Irene Grandi ribelle ma non rivoluzionaria

“Sono ribelle ma non rivoluzionaria, dolce ma non sdolcinata, carina ma non una figona. Sono una donna normale ed eccezionale nella sua normalità. Che, pur nei suoi inevitabili cambiamenti, ha l’onestà di andare avanti con coerenza, senza facili scorciatoie”.

La donna eccezionale che si descrive con queste parole è Irene Grandi, classe 1969, tra le sue canzoni preferite Woman di John Lennon, ne ama particolarmente il testo perchè sottolinea la capacità delle donne di ispirare gli altri, colleziona giubbotti di pelle e non può resistere alle scarpe di lusso che indossa nelle occasioni speciali per poi mettere in bella mostra in libreria a dividere con gusto libri e cd.
Irene Grandi nasce a Firenze il 6 dicembre 1969, scopre da adolescente di avere una grande passione per la musica rock e pop e coltiva il sogno di diventare una cantante di successo. Comincia molto presto a cantare nei locali della sua città. Il primo gruppo con cui si esibisce si chiama Goppions poi si aggrega ai La Forma e successivamente mette su una band tutto sua, chiamata Le Matte In Trasferta, con due amiche, una delle quali è Simona Bencini che presto diventerà la cantante dei Dirotta Su Cuba. Con la loro bellezza e la loro verve non passano certo inosservate nei locali fiorentini. Ad accorgersi del talento e della grinta di Irene è l’autore Lorenzo Ternelli, meglio noto come Telonio, che scrive insieme a lei Un Motivo Maledetto (citazione). La canzone attira l’attenzione di Dado Parsini e della CGD e così Irene ottiene il suo primo contratto discografico. Nel 1993 la cantante toscana partecipa con quel brano a Sanremo Giovani destando curiosità da parte di pubblico e critica ma è nel ’94 che dal palco dell’Ariston arrivano le prime conferme grazie al singolo Fuori.

Dopo il festival esce l’album d’esordio dell’interprete toscana intitolato Irene Grandi che vede la partecipazione di Eros Ramazzotti che scrive Sposati Subito e di Jovanotti che firma TVB. Il 1994 è anche l’anno della prima importante esperienza in tour, Irene viene scelta per aprire i concerti di Paolo Vallesi. Il 1995 è, invece, l’anno della ribalta: il suo secondo album In Vacanza Da Una Vita è un grande successo.

In Vacanza Da Una Vita contiene le hit L’amore Vola scritto da Jovanotti, Dolcissimo Amore e Bum Bum (citazione). Nell’album compare anche un pezzo scritto da Pino Daniele intitolato Il Gatto E Il Topo. Tra Irene e Pino Daniele inizia un importante percorso artistico e d’amicizia, lei prenderà parte al tour estivo dell’artista napoletano ma soprattutto lui scriverà e canterà con Irene un dolcissimo pezzo Se Mi Vuoi.
“Pino Daniele mi ha insegnato che le collaborazioni non sono mai univoche ma c’è sempre un dare ed avere reciproco_ dice la cantante_ il duetto con lui fu per me un lancio, per lui un rinnovato successo. Pino stesso me lo ha ripetuto, Se Mi Vuoi è una pietra miliare del suo repertorio”.

Se Mi vuoi viene incluso nell’album Non Calpestare I Fiori Nel Deserto di Pino Daniele, scala la classifica e solo poche settimane dopo la sua pubblicazione è tra i più suonati dalle radio italiane. Irene è bella, giovane e di successo e anche il cinema la corteggia. Giovanni Veronesi la sceglie per interpretare il ruolo dell’angelo custode nel film Il Barbiere Di Rio. La cantante toscana avrà l’onore di lavorare al fianco di Diego Abbatantuono e di firmare il motivo portante della colonna sonora con la sua Fai Come Me.
A consolidare la notorietà e il successo di Irene arriva, nel settembre del 1997, il terzo album di inediti intitolato Per Fortuna Purtroppo. Lavoro discografico sperimentale con sonorità che spaziano dal soul ai ritmi tribali alla bossa nova, a conferma del continuo cambiamento e del talento della Grandi. In radio avrà molto successo il singolo Che vita E’.

A proposito dei cambiamenti e della volontà di sperimentare di Irene Grandi, nel 1999 la ritroviamo con un nuovo look e un nuova anima rock che esprime nell’album Verde Rosso E Blu. Oltre alla traccia che da il titolo al disco ha un buon riscontro il singolo Eccezionale che cattura l’attenzione di Vasco Rossi con cui Irene intraprenderà una proficua e lunga collaborazione. Sarà proprio Vasco a scrivere per lei il singolo La Tua Ragazza Sempre con cui la Grandi parteciperà a Sanremo 2000, questa volta nella categoria big, piazzandosi sul secondo gradino del podio.

La Tua Ragazza Sempre, scritta per Irene Grandi da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, sarà inclusa nella ripubblicazione di Verde Rosso E Blu e permetterà alla cantante toscana di tornare in testa alle classifiche di vendita. In un’intervista rilasciata al magazine Off qualche anno fa Irene ha raccontato che il cambiamento di look di quegli anni era anche dovuto a Vasco Rossi, “Era un amante della minigonna. In quel periodo l’ho messa di più, quando lo frequentavo, perché mi divertiva compiacerlo e se si trattava di una minigonna in fondo non è poi così grave”, e poi ha aggiunto che il primo regalo che Vasco le fatto, riferendosi a La Tua Ragazza Sempre, “È stato un bel successo, soprattutto perché quella canzone è diventata un mio must, diciamo un singolo in cui mi riconosco ancora, tutto sommato. È intramontabile”.

Irene ha ormai scelto la strada del rock ma non rinuncia a dimostrare la sua poliedricità con esibizioni di prestigio come quella al Montreaux Jazz Festival o quella al Pavarotti & Friends, in cui brilla duettando con Pavarotti in una particolarissima versione di Guarda che Luna arrangiata in chiave classica e in chiave jazz. Nel 2001 esce il primo greatest hits di Irene intitolato Irek , un bilancio della sua carriera fino a quel momento con due inediti importanti Sconvolto così e Per Fare L’Amore (citazione) Il bilancio di Irene non può che essere positivo e lei lo festeggia incantando 20 mila persone all’Heineken Jamming festival di Imola, aprendo per l’amico Vasco. L’amicizia e la collaborazione artistica tra Gaetano Curreri, Vasco Rossi e Irene continua e le porta un nuovo successo nel 2003 Prima di Partire Per Un Lungo viaggio. “Questa è stata un’altra delle mie canzoni più importanti e anche un po’ una mia crescita” ha dichiarato l’interprete toscana.

Nel 2005 esce un nuovo album che conferma l’anima rock di Irene Grandi intitolato Indelebile. Nello stesso anno, per la prima volta Irene partecipa al concerto del 1 maggio presentando Lasciala andare (citazione).
Nel 2006 Irene si prende una pausa e si dedica a viaggiare e ai suoi impegni umanitari dando una mano concreta ad alcune associazioni. In un viaggio in Africa conosce Youssoun N’ Dour e con Patty Smith e Francesco Renga da vita al singolo Birima (citazione). Il ritorno alla musica nel 2007 è con il disco IreneGrandi.Hits che è molto più di una raccolta è un omaggio ai grandi classici della musica italiana con riletture di brani di Mina, Sono Come Tu Mi Vuoi, di Bruno Martino, Estate, e versioni acustiche di suoi successi riarrangiate dal pianista Jazz Stefano Bollani con cui collabora. Nell’album c’è anche un inedito scritto da un autore proveniente dalla scena del nuovo rock Francesco Bianconi leader dei Baustelle. Il singolo intitolato Bruci La Città viene scartato da Sanremo ma diventa un enorme successo dell’estate e vince il premio radio 2007.

Nel 2008 Irene scrive la sua autobiografia Diario di Una Cattiva Ragazza insieme al giornalista Massimo Cotto. Nel 2009 partecipa al concerto benefico Amiche Per L’Abruzzo e nel 2010 torna a Sanremo con la Cometa Di Halley. Il brano anticipa l’uscita del disco Alle Porte Del Sogno il primo di inediti dopo 5 anni. Nel 2012 data una collaborazione ventennale con il pianista Stefano Bollani pubblica l’album Irene Grandi & Stefano Bollani. Cui segue un lungo tour teatrale nelle maggiori città italiane. Dopo una nuova pausa in cui mettersi alla prova e fare altro, Irene scopre che per lei “la musica è sempre una scelta e non una costrizione” così nel 2015 torna con un nuovo lavoro Un Vento Senza Nome. Per la prima volta Irene è autrice del disco e spiega che nulla nella vita accade per caso “Per rendersene conto, a volte è necessario allontanarsi da una vita frenetica”. Con questo lavoro Irene Grandi tenta anche di rispondere alla fatidica domanda: chi sono? “Non è detto che quello che abbiamo scelto di fare corrisponda davvero con la nostra essenza, anzi, più ci si distacca dalle sovrastrutture che abbiamo creato e più iniziamo a capire noi stessi. Dobbiamo finalmente renderci conto che non è la società a definirci, ma le azioni che facciamo per gli altri. Dovremmo cercare di vivere di più l’attimo senza pensare a quello immediatamente successivo, perché ciò che ci cambia davvero è il qui ed ora. L’eccessiva identificazione con le cose e i gesti che hanno un fine è un preludio alla sofferenza”.
Anna Patti

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